I Cipressi di San Guido – Riflessioni

I cipressi di san Guido
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“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar”.
Chi non ricorda questi versi quanto meno dai tempi della scuola?
Non sono mai stato particolarmente incline verso l’italiano come materia scolastica e questo richiamo alla scuola mi fa ricordare che in prima superiore sono stato rimandato a settembre perché, a detta del professore, i miei temi erano “scarni e poco descrittivi”. In seconda avremmo avuto un professore diverso, una professoressa, nel caso specifico, ed allora si usava che l’esame di riparazione fosse condotto non dal “vecchio” ma dal “nuovo” professore. Fui promosso con 8 perché il mio scritto fu trovato “diretto, essenziale ed incisivo.”. Esattamente le stesse ragioni per cui ero stato rimandato.
Quello che posso dire è che tra l’uno e l’altro evento è intercorsa una intera estate dedicata all’elioterapia, alle sabbiature ed alla talassoterapia,vale a dire sole, spiaggia, mare e nessun tema.
Cose che capitano ai vivi.
L’altro giorno in un TG ho sentito che è stato ritrovato un dipinto e che si è acceso un conflitto di attribuzione circa la sua paternità: Van Gogh oppure no?
Certo non è questione da poco: nel primo caso il quadro vale tanto, nel secondo molto meno, da poco a niente. Eppure, dico io, l’opera è sempre la stessa: se è bella (ed anche questo è relativo), è bella, oppure viceversa, chiunque l’abbia realizzata. Sono essenziale o sono una “capra” secondo la concezione di Sgarbi?
Ma torniamo ai nostri cipressi : qualche anno fa ero nella Maremma con mia moglie. Era il mese di aprile ed eravamo alla ricerca di una eventuale soluzione balneare e mi sono trovato a percorrere la Vecchia via Aurelia con provenienza Donoratico e diretto verso Cecina. Tutto c’era nella mia mente tranne il pensiero delle poesie del Carducci. All’improvviso l’ho visto: sulla mia destra c’era il Viale dei Cipressi.
Brusca decelerata a rischio tamponamento e via nel primo buco disponibile ad accogliere la sosta della macchina.
Non è stato come ammirare la maestosità di un panorama alpino o gustare i colori e la bellezza di un panorama marino.
Queste sono cose “normali”, tra virgolette. In quel momento, spalle all’Aurelia che rappresentava l’attualità, avevo di fronte a me il viale completamente deserto e, come in una trasposizione temporale, io ero il Poeta che lo osservava.
In quell’attimo di astrazione ho provato un’emozione che non so spiegare e che non ritenevo possibile in un soggetto completamente devoto a “Sua Maestà la Matematica”. Come dice un noto spot pubblicitario, non è stata una questione di fisica, che magari avrei saputo fronteggiare, ma di chimica. E la chimica umana offre delle sensazioni che sfuggono a qualsiasi logica, ma lasciano dei ricordi che, anche a
distanza di molto tempo, mantengono immutato il loro “sapore”. 

San Guido - Viale dei Cipressi
Viale dei cipressi a San Guido

san-guido

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