QUAL È O QUAL’È? Breve guida alla corretta scrittura

QUAL È O QUAL’È?

Come si suol dire l’abito non fa il monaco, ma anche un look gradevole non guasta.
Insomma il contenuto è importante, assolutamente, ma anche la forma ha il suo grado di rilevanza.
Vi presentereste mai a un colloquio di lavoro in pigiama e ciabatte? Magari, che so, siete i migliori informatici della zona ma stento a credere che con una tale mise possiate rendervi credibili.
Dunque ciò che scriviamo è importante ma lo è anche scriverlo bene.
Con questi articoli allora andiamo a ripassare qualche regola grammaticale. Oggi, in particolare, ci dedichiamo all’aggettivo e pronome “quale”, nello specifico alla grafia corretta di QUAL È, che è appunto questa, senza apostrofo.
Utilizzare l’apostrofo in questo caso sarebbe un errore poiché siamo davanti a un troncamento (o apocope) e non a un’elisione (che invece lo prevede).

Si scrive qual è. Parola di saggio
                       Si scrive qual è. Parola di saggio

Facciamo un passo indietro e vediamoli nei dettagli.
ELISIONE: si tratta della caduta della vocale finale di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente (es. lo esercito – l’esercito)
TRONCAMENTO: è la soppressione di una vocale, di una consonante o di una sillaba alla fine di una parola che si verifica sia davanti a vocale che davanti a consonante ( es. buon anno – ma anche  buon vino)
Sì, mi rendo conto che le due definizioni possano creare un po’ di confusione poiché alquanto simili e di difficile distinzione. Vediamo quindi di approfondire e fare un po’ di chiarezza.
La particolarità dell’elisione è che genera un legame con la parola successiva, legame sottolineato appunto dalla presenza dell’apostrofo (es: dell’anima).
Le cose però si complicano quando entra in gioco il troncamento. Come detto poc’anzi si tratta della soppressione dell’ultima vocale atona (non accentata), se non addirittura dell’ultima sillaba atona, di una parola, senza la necessità dell’apostrofo (es: amor/ amore; san/santo; QUAL/QUALE, ecc…)
Quello che differenzia davvero i due fenomeni è che il troncamento riguarda la parola in sé invece di legarla a quella successiva; lo dimostra il fatto che spesso lo troviamo anche dinanzi a una parola che comincia per consonante (es: buon partito).
Quando ci imbattiamo in casi simili è facile distinguere il troncamento dall’elisione per ovvi motivi.
Ma è facile confondersi quando una parola troncata si trova davanti a una che comincia per vocale.
Ed è proprio questo il motivo per cui troviamo errori come “tal’è” o appunto “qual’è”.
Per poter distinguere i due fenomeni basta vedere se questa parola può stare così troncata anche davanti a una consonante. In tal caso appunto siamo dinanzi a un troncamento e quindi non è necessario l’apostrofo (es. “tal ora” perché si dice anche “tal quale”)
Esistono però, ahimè, anche casi di troncamenti che vogliono l’apostrofo, come nel linguaggio colloquiale (modo – mo’) o negli imperativi di alcuni verbi (es: stare –sta’).
Beh, direi che per il momento possa bastare.
Dunque, tornando a noi e alla questione iniziale, è vero che trovare la grafia qual è con l’apostrofo è cosa alquanto diffusa nella letteratura passata e anche più recente ma questo non è bastato a far modificare la regola grafica.
Grazie e al prossimo articolo!

FONTI:
* http://www.treccani.it/enciclopedia/qual-e-o-qual-e_(La-grammatica-italiana)/
* http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/lesatta-grafia-qual
*
http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/E/elisione-troncamento.shtml

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