Mantova – un gioiello tra acqua e storia

Mantova – un gioiello tra acqua e storia

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Cenni storici

Itinerari
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Cenni storici
Le origini di Mantova si datano intorno al 600 A.C. ad opera degli Etruschi e fu dedicata ad una loro divinità col nome di Mantus. Fu successivamente occupata dai Celti e, intorno al 214 A.C., Mantova fu occupata dai romani.

Durante il periodo romano nel 70 A.C. Mantova diede i natali al poeta Virgilio.
Alla caduta dell’impero romano Mantova subì varie dominazioni finché, verso l’anno 1000, entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa. Durante questo periodo Mantova fu arricchita di palazzi e chiese di cui però resta solo la Rotonda di San Lorenzo voluta da Matilde di Canossa.
Successivamente Mantova si resse come libero comune e dovette difendersi più volte dalle mire di conquista delle popolazioni confinanti.
Su incarico dei reggenti del libero comune di Mantova furono avviate imponenti opere idrauliche per regolare il corso del Mincio e con dighe e sbarramenti furono creati quattro laghi attorno alla città, rendendola di fatto un’isola. Tali opere sono frutto dell’abilità dell’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino.
Tale assetto durò fino circa alla metà del 1700, quando il lago Paiolo, a sud della città, ormai insabbiato e divenuto paludoso e malsano, fu prosciugato del tutto e Mantova si trovò così sulla punta di una penisola circondata da tre laghi: Superiore, di Mezzo e Inferiore rispettivamente da Ovest verso Est.
Tra il lago Superiore ed il lago di Mezzo venne eretto il ponte dei mulini, forse su preesistente manufatto romano. (Tra il lago di Mezzo ed il lago inferiore invece c’è il ponte di San Giorgio).
Sempre in questi anni venne eretto il Palazzo del Podestà che chiude piazza delle Erbe.
Dal 1276 Mantova fu dominata dalla famiglia dei Bonacolsi, che tennero la città fino al 1328 quando Luigi Gonzaga, forte dell’appoggio di Cangrande della Scala, signor di Verona, conquistò la città ed eliminò i superstiti della famiglia Bonacolsi ed i loro principali sostenitori.
Iniziò quindi il dominio dei Gonzaga, che tennero Mantova fino al 1707. Fu il momento migliore per Mantova che divenne uno dei massimi centri d’arte dell’intera Europa. Leon Battista Alberti ed Andrea Mantegna sono fra i nomi più rappresentativi degli artisti che frequentarono Mantova in questo periodo.
Nel 1630 Mantova dovette subire l’assedio delle truppe Lanzichenecche, che conquistarono la città e costrinsero i Gonzaga alla fuga ed all’esilio. La città di Mantova fu colpita da una grave pestilenza.
Nel frattempo l’imperatore aveva sposato in seconde nozze Eleonora Gonzaga e quindi richiamò le sue truppe in patria e Mantova fu restituita ai Gonzaga nel 1631 col trattato di Cherasco.
Da questo momento però la città di Mantova inizia un lento declino. Nel 1707 la città cade in mani austriache e, parentesi napoleonica a parte, vi resterà fino 1866, quando entrerà a far parte del Regno d’Italia.
Nel periodo risorgimentale Mantova fu uno dei quattro capisaldi del “Quadrilatero” difensivo del maresciallo Radetzky, unitamente a Peschiera, Verona e Legnago, che ne costituivano gli altri vertici.
Alle porte di Mantova, nella valletta di Belfiore, furono eseguite numerose impiccagioni e fucilazioni di patrioti italiani che lottavano per l’indipendenza dall’Austria.
Dopo questo breve e doveroso excursus storico, possiamo tracciare un itinerario di visita per godere delle bellezze della stupenda città di Mantova. Comunque la città è tutta permeata dalla sua storia ed ogni edificio la raccoglie nella sua essenza.
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Itinerari

Il nostro itinerario inizia con la visita al complesso del Palazzo Ducale. Si tratta di un complesso aggregato di edifici nati in epoche diverse e che inizialmente erano indipendenti tra loro. Fu l’architetto Giovanni Battista Bertani, su incarico dei Gonzaga, a collegarli tra loro in modo da formare un unico monumentale complesso architettonico, tra i più grandi d’Europa.
Il nucleo più antico si affaccia su Piazza Sordello, ed è costituito da due palazzi eretti verso la fine del 1200 e l’inizio del 1300 su richiesta di Guido Bonacolsi, che allora governava la città (fu poi cacciato dai Gonzaga nel 1309). La “Magna Domus” è dei due l’edificio più modesto e privo di merlature. Il palazzo contiguo è invece merlato ed è conosciuto come “Palazzo del Capitano”. Inizialmente staccati, di stile romanico, fanno parte della “Corte Vecchia”.
Per volere di Francesco Gonzaga i due fabbricati, che prima erano divisi da un vicolo, furono uniti con una sopraelevazione.
Nella foto aerea qui sotto, e con l’aiuto della pianta del complesso, si individua facilmente la parte merlata (Palazzo del Capitano) che domina un lato della piazza e, alla sua sinistra, la Magna Domus. Alla sinistra della Magna Domus è visibile il Giardino Pensile.
Il Palazzo del Capitano presenta un evidente aspetto medievale, con il suo porticato gotico sormontato da una serie di finestrelle e, ancora più sopra, una fila di bifore gotiche.
Al primo piano sono ancora visibili le “gogne”, gabbie da esposizione per i condannati da esporre al pubblico biasimo.
Nel palazzo vi sono sale affrescate opera di Antonio Puccio Pisano, detto il Pisanello, alcune delle quali restaurate intorno al 1970.

Mantova: veduta aerea del Palazzo Ducale
Mantova: veduta aerea del Palazzo Ducale col Palazzo del Capitano  (Foto di Roberto Merlo. https://merlofotografia.com/)
Mantova: pinta del complesso del Palazzo Ducale
Mantova: pianta del complesso del Palazzo Ducale (Fonte: http://guideturistichemantova.it/il-palazzo-ducale-2/)

Proseguendo nel nostro giro attorno al complesso di Palazzo Ducale troviamo la scenografica Piazza Castello, tutta interna al complesso, circondata per tre lati da un porticato e chiusa al quarto, quello verso l’antico accesso al Castello, da un emiciclo.
La piazza inoltre ha anche un ingresso cinquecentesco su Piazza Sordello.
La parte che cinge la piazza Castello e che affaccia verso l’inizio di piazza Sordello ospita il Museo Archeologico Nazionale di Mantova, che si estende nell’area che una volta era il mercato dei bozzoli.
Subito dietro si trova il Castello di San Giorgio, costruito tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400 per volontà di Francesco I Gonzaga. E’ una struttura quadrata con quattro torri agli angoli, costruito con chiara funzione difensiva della città di Mantova. Una successiva ristrutturazione fatta intorno al 1459, in occasione del Concilio di Mantova, lo trasformò in residenza.
Il Concilio di Mantova venne convocato nel 1459 da papa Pio II per organizzare una spedizione contro gli Ottomani che avevano preso Costantinopoli nel 1453.
Nella Mappa è evidenziata la torre con la Camera degli sposi, posta nel piano nobile del torrione. Questa camera è opera di Andrea Mantegna, che ne ha modificato l’architettura interna e l’ha affrescata sia a secco che a fresco, con due scene dipinte raffiguranti componenti della famiglia Gonzaga.

Mantova: veduta del Castello di San Giorgio
Mantova: veduta del Castello di San Giorgio (Fonte immagine: http://guideturistichemantova.it/castello-di-san-giorgio/)

Alle spalle del Castello, lato fiume, si trova il complesso della Corte Nuova, che comprende più edifici costruiti dal secolo XVI e aggregati nel tempo alle costruzioni che abbiamo descritto. 
In questo nucleo si trovano: lo Scalone di Enea, che ne costituisce l’ingresso dal Castello, la Sala del Manto, l’appartamento di Corte Nuova, la Sala dei Cavalli, la Sala delle Teste e la Sala di Troia, tutte affrescate, la Camera dei Cesari, la Galleria dei Marmi, il cortile della Cavallerizza, la Galleria della Mostra, l’Appartamento dell’Estivale e l’Appartamento delle Metamorfosi che dà accesso al Giardino dei Semplici.
All’interno del complesso monumentale trova posto la chiesa privata dei Gonzaga, la Basilica palatina di Santa Barbara. L’attributo “palatina” è riservato a quelle costruzioni che non sono considerate di proprietà della chiesa cattolica ma fanno parte del palazzo del regnante.
Con il concordato dei Patti Lateranensi del 1929 lo Stato Italiano rinunciò ad ogni pretesa sulle chiese palatine.
La chiesa ed il campanile furono costruiti all’inizio della seconda metà del 1500. Nella costruzione della chiesa fu posta particolare cura alle risonanze musicali tanto che viene definita una chiesa che suona, perché sono stati creati diversi spazi dai quali può provenire la musica della cappella cantoria.

Mantova: Palazzo Ducale
Mantova: veduta aerea del Palazzo Ducale (Foto di Roberto Merlo.  https://merlofotografia.com/)

Nell’immagine qui sopra è possibile vedere in primo piano l’ala con il Museo Archeologico, il Castello e, alle spalle di questo il complesso della corte nuova con l’ampio spazio verde del cortile della Cavallerizza e, in parte coperto dalla sagoma del campanile, il Giardino dei Semplici ed infine, nella parte centrale del bordo destro della foto, la Corte d’Onore.
Per informazioni, itinerari di visita e modalità si può accedere al sito della Provincia di Mantova, portale sul turismo: http://www.turismo.mantova.it/index.php/
oppure andare direttamente alla scheda relativa al complesso del Palazzo Ducale di Mantova.
http://www.turismo.mantova.it/index.php/approfondimenti/scheda/id/102

Sempre sulla piazza Sordello, ma sul lato contiguo, a 90°, per intenderci, sorge la Cattedrale di San Pietro, una delle due cattedrali di Mantova. Questa chiesa presenta tante sovrapposizioni di stili da ripercorrere tutta la storia della città di Mantova.
L’edificio è di origine paleocristiana, venne ricostruito nel Medio Evo e poi ristrutturato ancora nel Rinascimento.
Il campanile della cattedrale conserva invece l’aspetto primitivo gotico, anche se presenta delle particolarità: guardandolo dalla facciata, si può notare come il penultimo ordine delle finestre sia stato modificato. Si vede chiaramente un’apertura più larga, necessaria per dare spazio all’oscillazione della campana principale. Nella foto presentata è ben visibile il particolare.
Nel duomo è conservato il corpo del patrono di Mantova, il vescovo Sant’Anselmo da Lucca, che qui morì il 18 marzo 1086. Ebbe regolare sepoltura sotto l’altare maggiore. Quando fu necessario riesumarlo, secoli dopo, si vide che il corpo era rimasto intatto e lo è ancora oggi. Viene esposto alla venerazione una volta l’anno, nel giorno della sua morte.

Mantova: Cattedrale di San Pietro
Mantova: Cattedrale di San Pietro (Fonte della foto: http://guideturistichemantova.it/la-cattedrale/)

Opposto al palazzo ducale di Mantova, sempre sulla piazza Sordello, si trova il trecentesco palazzo Bonacolsi, noto anche come palazzo Castiglione. Fu edificato verso la fine del 1200 dalla famiglia Bonacolsi, all’epoca signori di Mantova. Nel 1500 fu acquistato da Baldassarre Castiglione, importante letterato rinascimentale. Oggi questo palazzo è un elegante resort.
Un bel concentrato di bellezze, non c’è che dire, racchiuse in una sola piazza. Abbiamo nominato tante volte il nome di Sordello che vale la pena spendere due parole sulla persona alla quale la piazza è stata dedicata.
Normalmente leggiamo i nomi di piazze e strade delle nostre città ma difficilmente siamo curiosi di sapere chi è stato il personaggio ricordato. Questo è veramente un male.
Sordello da Goito (Goito, 1200 o 1210 – Napoli, 1269) è stato un poeta e trovatore di ispirazione provenzale che scriveva i suoi versi in langue d’oc.
Visse prima a Ferrara, poi a Verona, poi in Spagna, Portogallo e Provenza e poi di nuovo in Italia al seguito di Carlo I d’Angio.
Ci restano di lui 42 liriche di argomenti vari ed un poemetto didascalico.
Il testo più famoso è il “Compianto in morte di ser Blacatz”, elogio funebre di un signore provenzale che proteggeva i trovatori, scritto intorno al 1237 in stile satirico.
La fama di Sordello è dovuta principalmente a Dante Alighieri nel Purgatorio. Nel suo spontaneo abbraccio con Virgilio, suo conterraneo, Dante gli fa pronunciare la famosa frase: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” contenuta nel VI canto.
All’uscita di piazza Sordello si può vedere la costruzione trecentesca della Torre della Gabbia. Inizialmente si chiamava Torre degli Acerbi, ma ha assunto questo nome da quando su di essa venne issata una gabbia sospesa da usare come carcere all’aperto.
Sempre a pochissima distanza da piazza Sordello possiamo vedere, tra piazza del Broletto e piazza delle Erbe, il Palazzo del Podestà. E’ una costruzione risalente al periodo in cui Mantova era libero comune. Annessa al palazzo sorge la Torre Civica. Questo complesso è stato più volte teatro di incendi, alcuni pare anche dolosi, ed ha quindi subito numerosi rifacimenti. Allo stile originario si vede sovrapposto quello rinascimentale. L’ultima offesa a questo monumento è stata arrecata dal recente terremoto del 2012 ed anche questa volta si è resa necessaria l’opera di ristrutturazione.
La piazza delle Erbe, a lungo storicamente centro della vita cittadina, è una delle piazze più importanti di Mantova. Oggi, dopo vari rimaneggiamenti precedenti, la piazza presenta un aspetto tardo gotico e rinascimentale.
Su piazza delle Erbe si affacciano il Palazzo della Ragione e la Rotonda di San Lorenzo.
Il Palazzo della Ragione sorse intorno al XI-XII secolo per assolvere alle funzioni civili pubbliche e destinato ad accogliere le assemblee e le adunanze cittadine o, in caso di cattivo tempo, il mercato che si teneva nella piazza sottostante.
Come tanti edifici della città di Mantova, anche il Palazzo della Ragione fu più volte oggetto di modifiche, fin dalla metà del tredicesimo secolo.
Nel 1472 fu innalzata la Torre dell’Orologio. Si dice che esso segnasse anche le posizioni dei pianeti, i segni zodiacali, le fasi lunari, i giorni favorevoli per seminare e tante altre cose di utilità pratica. Oggi è un normale orologio meccanico.
Dal 1997 l’edificio è divenuto prestigiosa sede espositiva dei Musei Civici di Mantova, nonché sede di mostre ed esposizioni d’arte.
La Rotonda di San Lorenzo fu edificata pare intorno all’anno 1083 per volere di Matilda di Canossa. Si ritiene possa essere stata costruita su un preesistente tempio romano. Edificio destinato al culto, fu sconsacrato verso la fine del 1500. Da allora il monumento fu abbandonato e praticamente dimenticato fino al restauro terminato nel 1911. Nel 1926 è stato nuovamente destinato al culto e riportato in piena visibilità liberandolo dagli edifici che lo sovrastavano e lo coprivano.
Una curiosità in piazza delle Erbe è costituita dalla Casa del Mercante, che risale alla metà del ‘400: sotto al portico sono incisi gli oggetti che erano venduti nella bottega (piatti, coltelli, bilance eccetera).

Mantova: Piazza delle Erbe
Mantova: piazza delle Erbe con la Rotonda di San Lorenzo, La Torre dell’Orologio, il palazzo della Ragione e quello del Podestà. (Fonte immagine: wikipedia)

Nelle adiacenze di piazza delle Erbe, con ingresso nell’attigua piazza Andrea Mantegna, sorge la Basilica di Sant’Andrea. La basilica, concattedrale di Mantova, venne eretta inizialmente da Beatrice di Lotaringia, madre di Matilde di Canossa, nel 1046, sul luogo dove circa un quarto di secolo prima era stata trovata una reliquia (terreno intriso di sangue) che si riteneva fosse sangue di Cristo, portata a Mantova da un centurione che era presente sul Golgota, un certo Longino ora San Longino, ma non c’è certezza che si tratti della stessa persona.
Della primitiva struttura sono rimasti il campanile gotico e un lato del chiostro.
Nel 1472, su progetto di Leon Battista Alberti, fu iniziata la ristrutturazione della basilica, sovrapponendo lo stile rinascimentale al preesistente romanico. Il grande architetto non ebbe il piacere di vedere la sua opera finita. Dopo la morte di Leon Battista Alberti, i lavori proseguirono con lentezza e finirono solo in epoca barocca, e quindi anche questo stile è presente nella struttura.
La reliquia oggi è conservata nei “Sacri Vasi”, cioè delle ampolle che contengono il sangue.
Queste ampolle sono custodite in una serie di forzieri per la cui apertura sono necessarie 12 chiavi. Ogni pomeriggio del Venerdì Santo c’è la cerimonia di apertura dei forzieri e le ampolle vengono esposte fino a sera ai piedi del crocifisso.
In una cappella funeraria di questa chiesa è sepolto Andrea Mantegna per suo stesso volere.
Il recente terremoto del 2012 ha provocato danni alla cupola della chiesa.

Mantova: concattedrale di Sant'Andrea
Mantova: concattedrale di Sant’Andrea (Fonte foto: http://guideturistichemantova.it/la-basilica-di-s-andrea/)

Tutto quanto descritto finora si trova raggruppato nello spazio di circa 4/500 metri.
A questo punto per chi vuole proseguire sono possibili tre itinerari che però divergono: il primo porta all’ex collegio dei Gesuiti e poi al Teatro Scientifico Bibiena; il secondo porta al Teatro Sociale di Mantova, poi al Palazzo d’Arco ed infine al Museo Diocesano ed il terzo, un po’ più lungo, porta alla casa del Mantegna, alla chiesa di San Sebastiano, al palazzo San Sebastiano, ora museo della città di Mantova, ed al Palazzo Te.
Nella mappa sottostante sono tracciati gli itinerari con segni di colore diverso. Il tratto scuro è quello relativo al Palazzo Ducale e piazza delle Erbe, il tratto giallo è il primo itinerario, il tratto rosso il secondo ed il verde il terzo.

Mantova: mappa con gli itinerari segnalati
Mantova: mappa con gli itinerari segnalati

Dalla piazza delle Erbe, risalendo per via Giustiziati e poi per via Ardigò si passa davanti all’ex Collegio e Convento dei Gesuiti che ora è sede dell’Archivio di Stato di Mantova. Il complesso comprende anche la Torre dei Gambulini e la Chiesa della Santissima Trinità, oggi deposito principale dell’archivio.
Proseguendo, si arriva al teatro Bibiena. Il Teatro porta il nome del suo costruttore. Esso presenta una pianta a forma di campana ed è disposto su più ordini di palchetti lignei, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento.
In questo teatro, poco dopo l’inaugurazione, tenne un memorabile concerto un giovanisimo Mozart, praticamente ancora adolescente.
Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.
Col secondo itinerario si parte dalla piazza Mantegna e poi, seguendo Corso Umberto I, si arriva al Teatro Sociale di Mantova. E’ nato in epoca napoleonica e rispecchia gli ideali classici della costruzione dei teatri in Italia. Proseguendo come indicato si incontra il Palazzo d’Arco (piazza Carlo d’Arco 4) che è sicuramente tra i monumenti di maggiore interesse di Mantova. L’opera risale al XVIII secolo ed era la residenza dei conti d’Arco.
Interessanti sono l’atrio d’ingresso, il cortile e lo scalone. L’edificio storico, assieme a tutte le opere d’arte in esso contenute, come gli arredi ed i quadri, raccolti in pinacoteca, è oggi sede di un museo. In piazza Virgiliana troviamo il Museo Diocesano di arte sacra Francesco Gonzaga (Piazza Virgiliana 55), che conserva oggetti di notevole valore sia artistico che religioso, provenienti da chiese o da collezioni private.
Il museo è ricco di opere d’arte come arazzi fiamminghi, paramenti del ‘700, varia oreficeria sacra.
Una sinopia dell’ascensione è attribuita ad Andrea Mantegna, mentre altri affreschi sono opere giovanili del Correggio.
Inoltre vi sono esposte armature gotiche di battaglia.

Per il terzo invece, appena imboccato il Corso Umberto I si devia su via Roma, si percorre via Principe Amedeo e poi via Acerbi. Alla fine di questa strada troviamo la casa del Mantegna, la chiesa di San Sebastiano ed il palazzo San Sebastiano.
La Casa del Mantegna è un edificio in stile rinascimentale. Esso fu abitato per qualche anno dal famoso artista, che qui aveva il proprio studio. Alcuni particolari della struttura fanno pensare che probabilmente sia stato progettato dallo stesso artista. Oggi è nel patrimonio della Provincia.
La Chiesa o Tempio di San Sebastiano fu progettata da Leon Battista Alberti e la sua costruzione iniziò nel 1460.
La sua ristrutturazione fu effettuata ai primi del ‘900. Oggi il Tempio di San Sebastiano è un tempio ai caduti.
Il Palazzo di San Sebastiano fu costruito agli inizi del XVI secolo e fu subito eletto come la dimora preferita di Francesco II Gonzaga. Le vicissitudini storiche hanno portato ad un continuo depauperamento delle opere murarie e vari aggiustamenti ne hanno stravolto la struttura. Dopo vari lavori di recupero, dal 2005 il Palazzo di San Sebastiano è sede del Museo della Città.
Nel Museo si offre al visitatore un percorso che racconta i momenti salienti della storia cittadina.
Palazzo Te sorge su una delle tre isole nelle quali era suddivisa Mantova ad opera di Giulio Romano su incarico di Federico II Gonzaga.
L’interno è riccamente affrescato. Interessanti da visitare sono la Sala dei Giganti, la Sala Grande dei Cavalli, la Sala di Amore e Psiche, il giardino con la Grotta, ed il Museo Civico. Le varie occupazioni di Mantova hanno deturpato l’edificio, in quanto più volte è stato utilizzato come caserma, mentre i giardini offrivano gli spazi per gli accampamenti.
Il palazzo è inserito nell’ampio Parco del Te.

Mantova: Palazzo Te
Mantova: Palazzo Te (Fonte immagine: http://www.geoplan.it/)

Un po’ staccata dagli altri è la Chiesa di Santa Maria del Gradaro in Campo Santo (sita in via Gradaro). Fu eretta nel 1256 ed è tra i luoghi di maggiore interesse di Mantova. Lo stile della facciata è il romanico-gotico. Il convento adiacente è stato realizzato in epoche successive. Secondo un’antica tradizione la chiesa sorge sul luogo sul quale fu martirizzato San Longino. Sempre secondo questa tradizione, ma ve ne sono altre completamente diverse su questa figura, Longino sarebbe il centurione romano che portò a Mantova il sangue di Cristo che ora è conservato in due ampolle custodite nella chiesa di Sant’Andrea di cui abbiamo parlato in precedenza.
Dopo un lungo periodo di chiusura al culto, in cui l’edificio servì per scopi militari, nel 1966 ha avuto luogo la riapertura al pubblico.

Ci sino ancora altre curiosità, come la Casa del Rigoletto, alle spalle del palazzo ducale. E’ una costruzione del ‘400 e nel suo cortile interno c’è la statua del buffone verdiano.
Un altro modo di vedere Mantova è legato all’acqua.
La città ne è praticamente circondata e
sono possibili crociere fluviali brevi sul Mincio o anche più lunghe sul Po. (http://www.mantovanavigazione.it/).
Montesquieu vedeva Mantova come “Una seconda Venezia”.
Tutto il centro storico è chiuso dal canale Rio, canale medievale nato con funzione di contenimento. Dai vari ponti che lo attraversano a dalle strade che lo fiancheggiano si possono avere scorci suggestivi.
Il lago Superiore fa parte del Parco del Mincio ed è navigabile solo con barche a motore elettrico.
Una caratteristica di Mantova, tanto da esserne diventata il simbolo, assieme a Virgilio, è il Loto.
Fu importato a Mantova intorno al 1920, per essere messo a dimora e sfruttarne la farina dei rizomi a scopo alimentare, dalla naturalista Maria Pellegreffi Zambianchi.
In questi quasi 100 anni il Loto si e’ ambientato talmente bene che si diffuso su tutto il lago Superiore tanto che nel mese di luglio, periodo di massima fioritura, lo stesso lago diventa una distesa di fiori.
Infine per ultimo, ma non ultimo, c’è da ricordare che dal 2008 Mantova (con Sabbioneta) è diventata patrimonio UNESCO dell’Umanità

Per involontarie eventuali imprecisioni è gradita una segnalazione. Grazie
Per maggiori informazioni: http://www.turismo.mantova.it/
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