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Isole Orcadi

Isole Orcadi (Orkney Islands) – Belle e misteriose


Introduzione
Geografia
Turismo
Siti Unesco

Introduzione

Forse leggendo il titolo qualcuno penserà: ma con tanti bei posti che ci sono al mondo proprio delle isole Orcadi questi ci devono parlare? Indubbiamente nell’immaginario la vacanza evoca isole caraibiche o atolli corallini della Micronesia, Polinesia o Melanesia che sia, ma per fortuna le bellezze della Terra non si esauriscono con gli isolotti e offrono molti altri scenari altrettanto affascinanti e forse più misteriosi, specialmente quando la nebbia ne ovatta i contorni.
Con il termine “Cuore delle Orcadi neolitiche” nel 1999 l’UNESCO ha censito quattro siti archeologici presenti nell’arcipelago inserendoli nel “Patrimonio dell’Umanità”.
Già questo fatto dovrebbe suscitare curiosità, perché l’UNESCO non concede facilmente questa qualifica se non dopo attenta valutazione. Alcuni di questi monumenti hanno la bellezza di 5.000 anni, per giunta portati anche bene. Questo li colloca approssimativamente nello stesso periodo storico delle piramidi d’Egitto ed alcuni di essi sono anche antecedenti alle stesse. Una particolarità delle isole Orcadi (il cui nome in vichingo significa “isole delle foche”) è che alle volte, entrando nel porto di Stromness, si può incrociare lo sguardo di un’orca che si affianca al traghetto. Scogliere rosse, cattedrali medievali e antiche pietre promettono un’escursione che ci riporta all’alba dei tempi.
Al pari delle altre isole a nord e a ovest della Scozia le Orcadi vennero fortemente colonizzate dai Vichinghi norvegesi. Esse sono state sotto il controllo norvegese fino al 1486, anno in cui furono incorporate, ultime tra tutte, assieme alle Shetland, nel regno di Scozia.
I nomi di molte isole finiscono in “ay”. Questa sillaba, in antico norreno (lingua usata dai norvegesi negli anni dal 700 al 1000) significa appunto isola.
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Geografia

Isole Orcadi
Carta geografica dell’arcipelago delle Orcadi

Le isole Orcadi sono un arcipelago a Nord della Scozia, dalla quale sono separate dal Pentland Firth.
Sono una regione autonoma di circa 1.000 kmq e quasi 20.000 abitanti.
L’arcipelago è formato da 67 isole prevalentemente basse e prive di alberi, con colline moreniche. L’sola più grande è Mainland (in italiano è chiamata anche Pomona). In questa isola hanno sede i porti principali (Stromness, a sud ovest dell’isola, e la capitale Kirkwall).
Vi si può arrivare sia in nave che in aereo. L’aereoporto si trova a Kirkwall e da qui si possono prendere anche voli interni per le isole minori.
Il nome Mainland può generare confusione perché se interpretato come “Main Land” lo si può intendere per “Terra principale”, cosa che in effetti è rispetto alle altre isole dell’arcipelago. In realtà deve rimanere tutto unito e significa semplicemente “terraferma”.
Da Scrabster (Scozia “continentale”) a Stromness ci sono fino a 3 traversate giornaliere e la durata della traversata è di circa 90 minuti. Da Aberdeen invece è possibile raggiungere Kirkwall in 7 ore. Le corse sono tre a settimana. Altre compagnie effettuano traversate da altri punti della Scozia verso gli stessi indicati o altri approdi nelle isole.

Isole Orcadi: la Churchull Barriers
Foto 1: Un tratto delle Churchill Barriers

L’isola di Mainland è collegata a sud alle isole di Lamb Holm e di Burray e poi a quella di South Ronalsday da una strada asfaltata costruita sui blocchi di cemento fatti porre ai prigionieri italiani della seconda guerra mondiale allo scopo di bloccare il passaggio ai sommergibili tedeschi. La “massicciata” sulla quale corre la strada è nota come Churchill Barriers.

La capitale del distretto delle Orcadi è Kirkwall, nell’isola di Mainland. La città oggi conta 8.500 anime, un po’ meno della metà degli abitanti dell’intero arcipelago. Fino a poco tempo fa era un sonnacchioso borgo con poche case e pochi abitanti. Dagli anni ’60 del ‘900 il turismo sempre crescente l’ha trasformata in una cosiddetta “market town”, ricca di negozi, ristoranti e pub.

Isole Orcadi:Kirkwall
Foto 2: Uno scorcio di Kirkwall

L’aspetto non è quello del paesino ma della cittadina. In compenso però le sue dimensioni sono comunque limitate e la si può percorrere tutta a piedi o, ancora meglio, in bicicletta utilizzando le tante piste ciclabili presenti.
In norvegese antico il nome era Kirkjuvagr (baia della chiesa), per la presenza di una chiesa, nell’undicesimo secolo, dedicata a Olaf II di Norvegia. Il nome poi è stato travisato nelle traduzioni fino a diventare il Kirkwall attuale.
La seconda città dell’isola è il borgo di Stromness, approdo dei traghetti provenienti da Scrabster (sulla costa nord della Scozia). La rotta attraversa il Pentland Firth, uno dei tratti di mare più insidiosi d’Europa, come dimostrano i numerosi relitti che giacciono sul fondo e accentuano l’aura di mistero di queste terre, perennemente avvolte nella nebbia.
Stromness conta 2.000 abitanti ed è un pittoresco paese di pescatori, tranquillo e riposante. Da qui una strada attraversa l’isola di Mainland verso Kirkwall.
Il terzo centro delle Orcadi è St. Margaret Hope, che conta circa 550 abitanti.
Link alle foto presentate in questo paragrafo:

Foto 1: https://www.visitscotland.com/info/see-do/churchill-barriers-p669121
Foto 2: https://c.visitorkney.com/assets/files/1379/3_kirkwall.900×600.jpg

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Turismo

Senza considerare i siti UNESCO, trattati dopo, i principali monumenti e luoghi da vedere sono:
La cattedrale di St. Magnus (Kirkwall): è la cattedrale più a settentrione della Gran Bretagna e si trova nel centro di Kirkwall.
La chiesa è conosciuta anche come “la luce del Nord”.

Isole Orcadi: la cattedrale di Kirkwall
Foto 3: La Cattedrele di St. Magnus a Kirkwall

Fu fondata nel 1137 dal vichingo Earl Rognvald in onore dello zio San Magno ed è stata oggetto di lavori di ampliamento e restauro nel corso dei vari secoli.
Essa è per eccellenza la “chiesa” di tutto l’arcipelago e le sue porte sono aperte a tutti.
Non è soltanto un luogo di culto: La Società degli amici della cattedrale di St. Magnus contribuisce alla raccolta dei fondi per la manutenzione e lo sviluppo dell’edificio.
Annesso alla cattedrale c’è un centro con sale di riunione, una sala di proiezione dove è possibile vedere il film “la Saga di St Magnus”, il cui soggetto è la storia della cattedrale, ed altre sale che possono essere usate per cerimonie, balli e attività sociali.
E’ senza dubbio l’edificio più imponente della città ed è veramente una sorpresa che non ti aspetti.

Il palazzo del Vescovo – Bishop’s Palace (Kirkwall):
Si trova sul lato esterno della cattedrale. Costruito nel XII secolo per il vescovo William of Old, ormai è ridotto a rovine e di esso restano i muri perimetrali, le torri e una stretta scalinata.
Il Palazzo dei Conti – Earl’s Palace (Kirkwall):

Isole Orcadi: Palazzo del conte
Foto 4: Le rovine del Palazzo dei Conti a Kirkwall

è meglio conservato del vicino palazzo del Vescovo. E’ una costruzione del XVI secolo, una delle più notevoli espressioni dell’architettura rinascimentale presenti in Scozia.

 

Cuween Hill Chambered Cairn (Kirkwall – zona ovest): Si tratta di una stretta tomba, parzialmente aperta in alto, risalente circa al primo millennio a.C.. Il manufatto è costruito in terra ed è sostenuto da pilastri. La tomba è ben costruita e ben conservata e l’entrata è quella originale. Un corridoio di qualche metro conduce ad una camera ovale. Probabilmente faceva parte di uno stanziamento più grande di cui però non si hanno conoscenze.
Museo Storico delle Orcadi – The Orkney Museum (Kirkwall): Non si deve perdere la visita a questo museo se si è interessati a conoscere la storia di questi luoghi dal neolitico ad oggi.
Si trova nei pressi del centro di Kirkwall, nella West Tankerness Lane.
The Gloup (Penisola di Deerness – Mainland): nell’estremo est dell’isola di Mainland si trova la grotta marina chiamata “the Gloup”. La grotta è lunga circa 40 metri e profonda intorno ai 25 metri. Sulla punta della penisola c’è l’area naturale di Mull Head, un paesaggio aspro che vale la pena di percorrere.
Italian Chapel (Isola di Lamb Holm): Da Est a Sud verso l’isola di Lamb Holm.

Isole Orcadi: Italian Chapel, altare maggiore
Foto 5: Italian Chapel – Altare Maggiore

L’isola è attaccata a Mainland perché in effetti ci si arriva percorrendo una strada asfaltata costruita sopra i blocchi di cemento (Churchill Barriers) che i prigionieri italiani (Seconda Guerra Mondiale) erano stati obbligati a mettere nello stretto che divideva le due isole. Tale sbarramento era una difesa contro i sottomarini tedeschi. I prigionieri italiani costruirono la loro chiesa utilizzando due capanni e rottami di ferro.

Uno dei prigionieri, Domenico Chiocchetti, di Moena, si incaricò di affrescarla. Il risultato è veramente sorprendente, come potete constatare dalle foto allegate.

Isole Orcadi: Italian Chapel
Foto 6: Italian Chapel – La facciata

Golfo di Scapa Flow: Il golfo di Scapa Flow si insinua nella parte sud dell’isola di Mainland ed è chiuso a Est dall’isoletta di Lamb Holm, di cui abbiamo appena detto, e dalle sottostanti isole di Burray e South Ronaldsay, mentre il lato sud e quello sud-ovest ovest sono chiusi dall’isola di Hoy. Esso è noto per essere stata la maggiore base navale britannica nella prima e nella seconda guerra mondiale. Nel 1939 un sommergibile tedesco riuscì a penetrare nel golfo e ad affondare una nave da guerra. Per questo motivo furono costruite le Churchill Barriers.
Waulkmill Bay (una baia nel golfo di Scapa Flow): E’ una insenatura nella costa occidentale del Golfo di Scapa Flow e vi si può vedere un’enorme spiaggia.
Parco di Happy Valley (Stennes): Procedendo ad ovest verso Stennes si può visitare il giardino “Happy Valley”. Esso fu creato a partire dal 1948 e arricchito negli anni successivi sfruttando una brulla collina da Edwin Harrold (morto nel 2005) ed attualmente è curato da volontari con la sovraintendenza ed il sostegno del Consiglio del distretto delle Orcadi.
Barnhouse Settlement (Lago di Stennes – Mainland): Dopo Stennes si toccano le sponde meridionali dell’omonimo lago. Al suo fianco, verso est, c’è il lago di Harray.
Nella stretta fascia di terra che li divide, un centinaio di metri a nord delle pietre di Stennes (UNESCO) ha sede l’insediamento neolitico di Barnhouse. Questo insediamento è stato scoperto nel 1984 e dovrebbe risalire a circa il 3.000 a.C. e si ritiene sia stato abbandonato circa 400 anni dopo.
Il sito è collegato da un sentiero alle pietre di Stennes.
Camera Mortuaria Unstan – Unstan chambered cairn (Stromness): Da Stennes a Stromness il passo è breve. Nei pressi di Stromness è possibile visitare una camera mortuaria che in primo momento si presumeva del neolitico. Il ritrovamento di alcune punte di freccia ed il fatto che si tratti di una sepoltura rannicchiata, che nel neolitico non era usata, ci porterebbero all’età del bronzo.
Yesnaby cliffs (Stromness):Procedendo sempre verso ovest si arriva alle scogliere di Yesnaby, belle da mozzare il fiato e veramente pericolose.

Isole Orcadi: baia di Yesnaby
Foto 7: Le scogliere di Yesnaby

E’ una visita che non si può tralasciare usando la dovuta prudenza e con la dovuta cautela.
Con una ventina di minuti di cammino si può raggiungere Yesnaby Castle, un faraglione alto circa 35 metri e risalente al periodo geologico del devoniano. Su questa roccia gli appassionati del genere compiono delle arrampicate.
E’ il punto più bello di tutta la costa di Mainland.
Skaill House (Mainland, costa ovest): a nord-ovest di Stromness si incontra la Skaill House, un antico maniero considerato uno dei più interessanti della Scozia. Oggi è aperta al pubblico con possibilità di affittare sale per ricevimenti o evento nonché per vacanza. E’ connesso con il sito UNESCO di Skara Brae.
Corrigall Farm Museum(Harray): Ritornando seguendo le sponde nord ed est del lago di Harray incontriamo una fattoria agricola risalente al tardo 1800 (periodo vittoriano) che possono visitare adulti e bambini. In questa fattoria c’è un granaio ancora attivo, una fornace per cereali, antichi attrezzi trainati da cavalli e del bestiame.
Un tradizionale fuoco di torba ricrea l’atmosfera dei tempi antichi.
Wideford Hill Cairn (Kirkwall):

Isole Orcadi: Wideford cairn
Foto 8: Wideford Cairn
di ritorno a Kirkwall, dopo aver fatto un bel giro dell’isola di Mainland ci si imbatte, prima di entrare in città, n un complesso tombale costruito dentro la collina di Wideford. Si tratta di una struttura risalente circa all’anno 3.000 a.C.

Old Man of Hoy (Isola di Hoy): L’isola di Hoy sorge proprio di fronte a Stromness.

Isole Orcadi: Old man of Hoy
Foto 9: Old Man of Hoy

L’Old Man è un faraglione di arenaria rossa alto circa 137 metri che ricorda la figura di un uomo in piedi.
Analogamente a quanto visto per il castello di Yesnaby, anche questo scoglio si può scalare, quando la violenza del mare lo permette.
Hoy è anche una riserva naturale dove, con un po’ di fortuna, si può incontrare la Pulcinella di mare (fratercula arctica), un buffo uccello con il becco rosso e le zampe palmate.
Il giro delle Orcadi non è completo se non si visitano anche le isole minori, come Westray, “la regina delle isole”, che si trova a nord, sull’Atlantico.
L’isola più settentrionale dell’arcipelago è l’isola di North Ronaldsay, l’isola delle pecore che pascolano sulla spiaggia perché un alto muro impedisce loro l’acceso all’interno dell’isola.
Link alle foto del paragrafo:

Foto 3: http://www.alamy.com/stock-photo-dh-st-magnus-cathedral-kirkwall-orkney-norse-viking-red-and-yellow-5664709.html
Foto 4: https://it.dreamstime.com/immagini-stock-libere-da-diritti-il-palazzo-ii-kirkwall-orkney-dei-conti-image22928599
Foto 5 e 6: http://www.laphroaig.it/it/news/news_389.html
Foto 8: https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g190780-d12703833-Reviews-Wideford_Hill_Chambered_Cairn-Kirkwall_Mainland_Orkney_Islands_Scotland.html#photos;geo=190779&detail=12703833&ff=270176918&albumViewMode=hero&aggregationId=101&albumid=101&baseMediaId=270176918&thumbnailMinWidth=50&cnt=30&offset=-1&filter=7&autoplay=
Foto 9: https://www.tripadvisor.co.uk/Tourism-g190780-Kirkwall_Mainland_Orkney_Islands_Scotland-Vacations.html

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Siti UNESCO

Isole Orcadi: Maeshowe
Foto 10: Il complesso di Maeshowe

ritiene che questo sito sia una delle più belle camere mortuarie dell’Europa Occidentale. Sotto un grande tumulo erboso un’enorme sepolcro rivela una fattura stupefacente. Questo complesso dovrebbe essere sorto circa 4.800 anni fa.
Maeshowe è considerato il capolavoro del disegno neolitico. Ma è il suo contenuto ad affascinare studiosi e non. La pietra del tetto a sbalzo, con le sue sporgenze (aggetti architettonici), ci dimostra quanto fossero qualificati i muratori di allora.
Intorno al 1.200 i Vikinghi norvegesi fecero irruzione nel complesso, marcando sulle pareti, in alfabeto runico, i racconti delle loro conquiste.
Oggi queste iscrizioni formano una collezione quasi unica nelle Isole Britanniche.
Per accedere alla camera principale con le sue celle laterali è necessario piegarsi in due a causa del passaggio molto basso.
Una particolare suggestione si riceve visitando il luogo durante il solstizio d’inverno: il sole entra attraverso il basso corridoio di ingresso ed illumina tutta la parete posteriore della camera.
E’ una esperienza veramente suggestiva che è possibile cogliere soltanto per qualche settimana a cavallo del solstizio.
In questo sito sono possibili solo visite guidate, con accompagnatore.
Gli scavi iniziarono nel 1861 ad opera dell’archeologo James Farrer. Inizialmente il tumulo era conico, con una grande depressione in cima. Nei primi anni del 1900 si fecero lavori per far assumere al complesso l’attuale forma circolare, con i suoi poco più di 7 metri di altezza e 37 di diametro.
Pietre erette di Stenness – Standing Stones of Stennes ; Le Pietre erette di Stenness formano un enorme cerchio di pietre risalente al Neolitico e situato su di un promontorio tra il lago di Stennes e quello di Harray. non lontano da Maeshowe.
Oggi si possono vedere solamente quattro pietre erette, alte circa 6 metri ciascuna.
In origine le pietre erano 12 ed erano circondate da un fossato protetto da un terrapieno. Erano disposte in circolo con al centro un focolare.
La datazione di questo complesso ci porta al terzo millennio a.C.
Un redattore della rivista “Sacred Stones” ha notato che le pecore entrano tra le pietre la sera, quando i visitatori vanno via, ed escono al mattino successivo, quando gli umani arrivano. Chi dice alle pecore di entrare in quel luogo’ Perché lo fanno? Si ritiene possa essere a causa della loro sensibilità, che è più acuta della nostra, come se sentissero qualcosa; ma non c’è nulla di paranormale in questo discorso.
La Terra sprigiona effettivamente delle energie: alcune sono evidenti, come eruzioni, soffioni, geyser, fanghi termali eccetera, e molte sono anche sfruttate. Ci sono poi altri tipi di energia, di più basso livello, non facilmente percettibili come energie magnetiche, piezoelettriche, elettroniche e altro. Forse gli animali, più sensibili, le avvertono.
In Inghilterra esiste fin dal 1977 un team interdisciplinare, chiamato “Dragon Project”, che ha come scopo lo studio delle energie di questo ultimo tipo che sono rilasciate dalla Terra. Probabilmente i luoghi “sacri” (Stonehenghe e questo delle Orcadi, per esempio) sono punti di maggiore concentrazione che gli antichi o almeno qualcuno tra essi, in particolare nelle popolazioni celtiche, sapevano riconoscere, mentre noi, che ci siamo totalmente votati alla tecnologia, abbiamo perso questa capacità.
Cerchio di Brodgar – Ring of Brodgar: Il cerchio di Brodgar è uno dei più belli tra gli antichi circoli di pietra trovati nell’intero Regno Unito.

Isole Orcadi: Cerchio di Brodgar
Foto 11: Il cerchio di Brodgar

Basta andare vicino e toccare con mano una di queste stupefacenti pietre per crederci.
Sebbene nel cerchio di Brodgar ci siano i più suggestivi megaliti a ricordo del passato delle Orcadi, essi sono solamente la punta di un iceberg. Tutto il paesaggio

Isole Orcadi; particolare del Cerchio di Brodgad
Foto 12: Alcuni monoliti di Brodgar

intorno è disseminato di siti archeologici quali tombe e tumuli di sepoltura.
Poiché l’interno del Ring of Brodgar non è mai stato completamente scavato, l’età del monumento resta incerta. Tuttavia si pensa possa essere stato eretto tra il 2.500 ed il 2.000 a.C.
Il diametro del cerchio misura 104 metri. In origine l’anello doveva essere composto da 60 pietre, ma solo 27 sono giunte fino ai giorni nostri.
Le pietre più alte si trovano sui lati sud ed est e sono poste all’interno di un fosso circolare profondo 3 metri, largo 8 metri e la cui circonferenza misura 380 metri.
Tecnicamente questo fossato non costituisce un vero e proprio recinto perché non ci sono tracce di un terrapieno, di terra o di rocce, che normalmente veniva costruito per circondare il fossato.
A differenza delle pietre gigantesche che costituiscono le Standing Stones di Stennes, il cerchio di Brodgar è composto da pietre più piccole che variano in altezza da due metri e settanta centimetri fino ad in massimo di quattro metri e 70 centimetri.
Skara Brae: il sito archeologico di Skara Brae è considerato il villaggio del neolitico meglio conservato in Europa. E’ situato sulla costa occidentale dell’isola di Mainland, nella baia di Skaill.
La datazione di questo complesso ci porta al 3.200 a.C. Si ritiene infatti che in tale periodo ne fu iniziata la costruzione. E’ giusto ricordare che la costruzione delle piramidi d’Egitto risale al 2.700 a.C.. Quindi Skara Brae risulterebbe essere più vecchio delle piramidi di circa mezzo millennio.

Isole Orcadi: Skara Brae
Foto 13: Particolare di Skara Brae

Tutto il complesso è rimasto sepolto sotto dune di sabbia per quattro millenni.
Nel 1850 ci fu una grande tempesta che flagellò la baia e soffiò via la sabbia lasciando intravvedere che sotto probabilmente poteva trovarsi qualcosa di interessante.

Isole Orcadi: vista panoramica di Skara Brae
Foto 14: Skara Brae vista dall’alto

Gli scavi furono condotti da Laird William Watt di Skaill, che ebbe la ventura di portare alla luce una strabiliante scoperta.
Nota: Laird non fa parte del nome, ma è un titolo e sta per proprietario delle terre. William Watt è stato il 7° Laird della tenuta dove sorge Skara Brae.
Con questa visita si fa veramente un tuffo nel passato alla scoperta del modo di vivere dei nostri antenati del Neolitico.
Il villaggio è stato abitato per almeno 600 anni e nelle costruzioni è possibile distinguere almeno due diverse tecniche costruttive: le costruzioni del “secondo stadio”, chiamiamolo così, pur seguendo lo stesso disegno delle precedenti cominciano a perdere la forma circolare e diventano più rettangolari con angoli interni arrotondati. I letti non sono più costruiti nelle pareti, come le prime (vedi foto), ma sono sporgenti nella zona giorno principale.
L’accesso alle case è costituito da un basso passaggio avente una lastra di pietra come porta, fatta in modo da poterla chiudere ed eventualmente assicurarla con una spranga fissata nelle sedi appositamente predisposte.
Ogni casa è articolata attorno ad uno spazio principale e copre una superficie di circa 40 mq. Non male, considerando il periodo.
Le otto strutture presenti non sono i resti di un villaggio più grande, ma si pensa che lo stesso fosse esattamente così anche nella preistoria. All’epoca i villaggi erano costituiti da 6/8 abitazioni.
Le case non sono infossate nel terreno ma sono costruite sotto cumuli di pre-esistente materiale, comunemente chiamati “letamai”, e questo, sebbene non assicurasse un alto grado di stabilità alle costruzioni, garantiva uno strato isolante di protezione contro i rigori del clima. Le Orcadi hanno un clima abbastanza freddo ed umido, anche se meno freddo di quello che si può supporre, considerando la loro latitudine.
Non si sono trovate tracce del materiale usato per i tetti e quindi si suppone che essi fossero fatti di torba e sostenuti da materiale organico deperibile (oggi diremmo biodegradabile) come ossa di balena, legname portato dal mare, canne.
Nei locali adibiti a centro informazioni sono visibili molti manufatti trovati negli scavi ed è possibile ricevere tutte le spiegazioni riguardanti il sito.
In conclusione, se l’articolo è stato convincente e la finanza lo permette, non resta che partire.

Link alle foto del paragrafo:

Foto 10: https://www.visitorkney.com/things/history/maeshowe
Foto 11: http://www.northlinkferries.co.uk/your-holiday/guide-to-orkney/orkney-area-guide/ring-of-brodgar/
Foto 12: https://www.tripadvisor.co.uk/LocationPhotos-g190780-Kirkwall_Mainland_Orkney_Islands_Scotland.html
Foto 13: https://www.visitorkney.com/things/history/skara-brae
Foto 14: https://digitaldirtvirtualpasts.wordpress.com/skara-brae/

Have a fine trip.
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