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Accademia della Crusca. Brevi appunti

Accademia della Crusca: un rispettoso breve appunto. 
Tutte le notizie e le foto hanno come fonte : Accademia della Crusca
Indirizzo: http://www.accademiadellacrusca.it/it/laccademia (accedi)

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Dalle origini

La storia recente
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Dalle origini
Accademia della Crusca: quando da scolaro sentivo questo nome, l’associazione che faceva la mia mente era quella di una carrozzella (allora ve ne erano ancora) posteggiata in attesa di clienti col cavallo che aveva la testa infilata dentro ad un sacco con biada o carrube miste a, per l’appunto, crusca.
Pensiero irriverente? Forse, ma in fondo gli stessi fondatori inizialmente si riunivano per raccontarsi delle “cruscate”, cioé delle stupidaggini dette in allegria.
La “Brigata dei crusconi”, come si definirono, fu il primo nocciolo di quella che poi sarebbe diventata l’Accademia della Crusca.
Le prime riunioni probabilmente mantennero lo spirito goliardico che le animava, ma i componenti della brigata non erano certo persone del popolino ma appartenevano alla buona società ed erano portatori di notevole cultura.
E’ facile immaginare che molto presto lo scherzo iniziale dava poi vita a discussioni letterarie di elevato livello.
L’idea era quella di distinguersi dall’Accademia degli Umidi, poi Accademia Fiorentina, voluta da Cosimo I de’ Medici, che propulgava la diffusione della lingua “volgare” fiorentina mantenendo però, a detta di molti, un taglio cattedratico e dottrinale che essi ritenevano troppo pedante.
Tradizionalmente sono considerati fondatori della Crusca:

    • Giovan Battista Deti (il Sollo), primo arciconsolo dell’Accademia dal 1582, che aveva come motto un verso dantesco: “così la mia durezza fatta solla” (sollo = terreno soffice o persona arrendevole)
    • Anton Francesco Grazzini (il Lasca), poeta, scrittore e commediografo figlio di notaio e di professione speziale.
      Oggi si direbbe farmacista, ma lo speziale di allora era qualcosa di più perché preparava le dosi in bottega non avendo un’industria farmaceutica alle spalle. (Lasca = che lascia colare, che lascia passare);
    • Bernardo Canigiani (il Gramolato), letterato che aveva ricevuto accurata educazione (gramola: apparecchio per amalgamare l’impasto);
    • Bernardo Zanchini (il Macerato), giureconsulto (macerare: mettere a mollo, ammorbidire);
    • Bastiano de’ Rossi (l’Inferigno), letterato, da alcuni definito “ferocissimo cruscante” ed acerrimo nemico di Torquato Tasso in difesa del “purismo fiorentino”. (col termine inferigno si intende un pane lievitato cotto al forno e preparato con farina di frumento).

Come si può notare, non siamo certamente di fronte a degli illetterati. Tra l’altro gli ultimi due avevano già fatto parte dell’Accademia Fiorentina e se ne erano staccati. I componenti della crusca perseguivano anch’essi la diffusione del fiorentino come lingua italiana, ma volevano dare alla loro attività un taglio meno pedante e meno dottrinale.
Nell’ottobre 1582 si aggiunse alla “Brigata” Lionardo Salviati, l’Infarinato, che si impegnò per la trasformazione dell’Accademia.
Dal 1583 furono fissate le leggi e gli statuti che avrebbero connotato l’Accademia della Crusca. Si decise che tutto ciò che aveva attinenza con essa dovesse far riferimento alla crusca, al pane, alla farina, insomma al grano in generale.
Gli stessi soprannomi (chiamati nomi accademici) dei fondatori, come si può rilevare nell’elenco precedente, hanno attinenza col grano o con la sua lavorazione.
Tutti gli stemmi degli accademici dovevano trovare posto in pale da granaio con il nome accademico e con il motto scelto.
Il termine “crusca” fu mantenuto, però non più per le “cruscate” ma come riferimento al setacciamento del macinato, nel senso che dovevano essere divise le “cose buone” dagli scarti (la crusca).
Come simbolo dell’Accademia fu scelto il frullone (un tipo di setaccio) e come motto un verso del Petrarca: “il più bel fiore ne coglie”.
Più significativo di così!

Accademia della Crusca - Lionardo Salviati
Lionardo Salviati
Accademia della Crusca - Sala delle Pale
Sala delle Pale

 

Accademia della Crusca - L'Inferigno
Pala dell’Inferigno

Ben presto gli Accademici si apprestarono alla preparazione del primo vocabolario, che vide le stampe nel 1612. L’opera non fu stampata a Firenze, ma a Venezia, perché allora era il centro più quotato non solo in Italia, ma in tutta Europa, per l’arte grafica.
Nella prima edizione del vocabolario erano comprese solo parole della lingua toscana, fiorentina in particolare, e ci si rifaceva agli scrittori del quattordicesimo secolo, in primis Dante, Petrarca e Boccaccio.
Furono inseriti anche alcuni termini usati da autori successivi, come Berni o Machiavelli, e di alcuni non fiorentini, come Brembo o Ariosto, però selezionando sempre parole di matrice fiorentina.
Furono scartati i termini usati da Tasso e molti di quelli usati da Ariosto, letterati non certo di secondo ordine, perché troppo moderni e non più riferibili ai classici del trecento o di origine non fiorentina.
Furono anche ignorate tutte le parole scientifiche o tecniche o comunque non riconducibili direttamente alla letteratura.
In ordine cronologico fu il secondo vocabolario pubblicato in Europa. Per un solo anno fu preceduto dal vocabolario della lingua spagnola (1611).
Sebbene oggetto di critiche per la scelta effettuata, per alcuni troppo selettiva, il vocabolario ebbe grande seguito perché decisamente superiore nella sua qualità.
Questo successo era dovuto alla cura posta nella sua estensione ed alle numerose citazioni che nell’opera si potevano trovare.
Si può dire che la sua tecnica fece scuola per analoghe opere successive.
La seconda edizione uscì sempre a Venezia nel 1623. Si trattava di poco più che una ristampa, anche se allargata a nuovi autori.
In questa edizione furono anche prese in considerazione le molte critiche che avevano accompagnato la prima edizione mitigando alcuni degli aspetti contestati.
Nella terza edizione, datata 1691, fu introdotto il simbolo [va] , cioè voce antica, per segnalare la testimonianza storica di alcune parole mantenute comunque ma segnalate come desuete.
Furono inseriti anche termini scientifici. Era inevitabile: ormai si era verso la fine del ‘600 e la scienza e la tecnica vivevano un poderoso risveglio che non poteva essere ignorato a lungo; si stavano mettendo le basi per le invenzioni e le scoperte dei secoli successivi.
La quarta edizione, ampliata da nuovi modelli linguistici, ebbe i natali a Firenze dal 1729 al 1738.
Seguì un lungo periodo di stasi e di inattività e l’Accademia della Crusca, assieme all’Accademia Fiorentina e quella degli Apatisti furono accorpate in un unico organismo, Accademia Fiorentina, per decisione di Pietro Leopoldo (1783)
A seguito della sua calata in Italia, Napoleone sostituì tutti i governanti dei vari regni e ducati italiani.
ll Granducato di Toscana venne assegnato ad una delle sorelle dello stesso Bonaparte nel 1809.
Napoleone però si riservò la facoltà di modificare o emettere nuove leggi.
Tutti gli atti che promanavano da Napoleone erano scritti in lingua francese; però ai Fiorentini fu concesso di usare la propria come seconda lingua, anche negli atti ufficiali.
Nel 1811 si ristabilì l’antica Accademia della Crusca e le fu affidato l’incarico della revisione del dizionario della lingua italiana.
Si iniziò quindi la preparazione della quinta edizione che però venne interrotta definitivamente nel 1923, sulla lettera O.
Per le rimanenti lettere comunque sono ancora conservate presso l’Archivio storico dell’Accademia tutte le schede preparatorie che peraltro erano già a buon punto.
Con il 1923 (Regio Decreto del ministro Giovanni Gentile) finisce l’attività “storica” della preparazione del Vocabolario.

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La storia recente

A seguito del Regio Decreto Gentile si verificarono profondi cambiamenti nelle funzioni della Crusca. L’Accademia restava comunque depositaria di un enorme archivio di documenti preziosi che dovevano essere curati e mantenuti.
Nell’Accademia ebbe luogo un’ampia attività di ricerca, di edizione e di consulenza intorno alla lingua italiana.
Nel 1937 un successivo decreto istituì presso l’Accademia un Centro studi di filologia italiana “con lo scopo di promuovere lo studio e l’edizione critica degli antichi testi e degli scrittori classici della letteratura italiana dalle origini al secolo XIX”.
Il progetto della compilazione di un nuovo Vocabolario riprese vigore nel 1955. Due anni prima si era svolto a Cambridge il primo Congresso internazionale di studi italiani ed in quella occasione fu rivolto agli Accademici l’invito a dedicarsi alla pubblicazione di un grande Vocabolario storico della lingua italiana.
Dal 1963 iniziò una fruttuosa collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che permise, attraverso un primo stanziamento, di avviare l’Opera del Vocabolario.
Nel 1964 fu annunciato che i lavori preparatori erano in corso di attuazione e fu tenuto un primo corso di preparazione per i futuri compilatori.
Si avviò anche un nuovo progetto di stesura del Vocabolario Giuridico Italiano poi proseguito da altro Istituto specialistico.
Furono aperte collaborazioni col Lessico Intellettuale Europeo e col Vocabolario Rosminiano.
Nel 1971 si svolse, per iniziativa dell’Accademia, una tavola rotonda internazionale sui problemi della lessicografia, alla quale parteciparono rappresentanti dalla Francia, da Oxford, da Gottinga, da Madrid, da Edimburgo, da Bucarest, da Lund e da Leida, in rappresentanza dei rispettivi dizionari.
Fu l’occasione per instaurare le premesse per collaborazioni e scambi futuri che infatti sono state mantenuti e, in alcuni casi, estesi.
Fu avviato il progetto di un nuovo grande Vocabolario che, a differenza dell’antico, avrebbe dovuto documentare la formazione storica e lo sviluppo della lingua nazionale in tutti i suoi aspetti e applicazioni e livelli; quindi un vocabolario a “tutto campo”, come diremmo oggi, e non limitato a pochi iniziati.
Questo immane progetto si scontrò purtroppo con enormi difficoltà economiche e quindi fu deciso di concentrare le risorse in un’impresa lessicografica limitata all’italiano medievale che prese il nome di Tesoro della lingua italiana delle origini (TLIO).
Nel 1982 scadde definitivamente la convenzione tra la Crusca e il CNR e dal gennaio 1983 fu costituito all’interno del CNR un Centro di studi denominato “Opera del Vocabolario italiano”, dal 2001 divenuto Istituto del CNR, distinto dall’Accademia della Crusca, ma che condivide con questa la sede nella Villa di Castello e che naturalmente usufruisce dell’indispensabile patrimonio librario e archivistico dell’Accademia.
Oggi l’Accademia della Crusca è il più importante centro di ricerca scientifica dedicato allo studio e alla promozione dell’italiano: si propone in particolare l’obiettivo di fare acquisire e diffondere nella società italiana, specialmente nella scuola, e all’estero, la conoscenza storica della lingua nazionale e la coscienza critica della sua evoluzione attuale nel quadro degli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo.
L’Accademia oggi prosegue la propria attività editoriale, mette a disposizione del pubblico una Biblioteca specialistica e il proprio Archivio, intrattiene rapporti internazionali con istituzioni analoghe, organizza incontri, seminari e convegni sull’italiano, svolge un ruolo attivo nel campo della politica linguistica europea (in particolare con il progetto “Firenze, Piazza delle Lingue d’Europa”).
Offre al pubblico un servizio di consulenza linguistica e conserva una ricca collezione di oggetti d’arte, tra cui le famose “pale”, dipinti su tavola nei quali sono raffigurati gli emblemi degli Accademici.
L’Accademia ha sede a Firenze nella Villa Medicea di Castello.
L’Accademia della Crusca si occupa della lingua italiana in tutti i suoi aspetti cognitivi, culturali e sociali, nella realtà storica e attuale dell’Italia e nel quadro del multilinguismo europeo e della comunicazione mondiale.
L’attività istituzionale della Crusca è quindi rivolta in primo luogo alla ricerca scientifica sulla lingua italiana e alla formazione di giovani ricercatori.
L’attività scientifica è svolta di norma, col supporto fondamentale della Biblioteca e dell’Archivio, nei seguenti quattro Centri di ricerca:

      • Centro di Studi di Filologia Italiana, che pubblica la rivista specializzata “Studi di Fililogia Italiana”
      • Centro di Studi di Lessicografia Italiana che pubblica la rivista “Studi di lessicografia italiana”
      • Centro di Studi di Grammatica Italiana, che cura la rivista “Studi di grammatica italiana”
      • Centro di Consulenza sulla Lingua Italiana Contemporanea, il cui intento è quello di stimolare la riflessione su fenomeni linguistici dell’italiano contemporaneo, senza alcuna pretesa puristica-

I Centri di ricerca, che si possono giovare anche di collaboratori esterni, operano ciascuno sotto la direzione di un Accademico, che è nominato dal Collegio degli Accademici.

L’Accademia della Crusca organizza spesso mostre, anche in collaborazione con istituzioni ed enti privati.
Per alcune di esse sono stati realizzati percorsi multimediali ancora visibili in rete.

    • La Consulenza Linguistica. Domande e risposte tra passato e presente, Accademia della Crusca, Villa Reale di Castello (Firenze, giugno 2014 – marzo 2015)
    • Il gran libro della Nazione. I 150 anni della quinta edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca 1863-1923, Accademia della Crusca, Villa Reale di Castello (Firenze, 1° marzo 2013 – giugno 2014)
    • L’Accademia della Crusca e i 400 anni del suo Vocabolario, Accademia della Crusca, Villa Reale di Castello (Firenze, settembre – dicembre 2012)
    • Galileo e l’universo dei suoi libri, Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze (5 dicembre 2008 – 28 febbraio 2009), mostra organizzata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in collaborazione con l’Accademia della Crusca e con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’ “invenzione” del cannocchiale di Galileo Galilei.
      L’Accademia della Crusca ha realizzato, in occasione della mostra, un portale virtuale che raccoglie i documenti che testimoniano il passaggio di Galileo all’Accademia della Crusca e la sua presenza nel lavoro lessicografico dalla prima (1612) all’ultima (1861-1923) edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca. (Vedi)
    • Lingua e pane d’Italia, Tenuta presidenziale di Castelporziano (Roma, 20-31 marzo 2006),Mostra realizzata dall’Accademia della Crusca nell’ambito del Progetto Giovani della Presidenza della Repubblica.
    • Inaugurazione della Casa del Pane. Sezione museale, Casa del Pane, ex caselli daziari di Porta Venezia (Milano, 17 marzo 2005); in occasione dell’inaugurazione l’Accademia della Crusca ha presentato la mostra permanente “Dalla lingua alla nazione.

Il sito web www.accademiadellacrusca.it è un portale interamente dedicato alla lingua italiana. Da qui si può accedere a numerose sezioni come quelle dedicate alla consulenza linguistica, alla scuola, alle pubblicazioni, alle parole nuove.
La consulenza linguistica viene effettuata da una redazione di linguisti che esamina i quesiti che riceve ed ai quali darà risposta. Questo dialogo con il pubblico è possibile anche attraverso la rivista “La Crusca per voi”.
Nel portale dedicato alla scuola si possono avere informazioni sui corsi di formazione previsti per insegnanti e notizie sul materiale didattico pubblicato, diviso per ordine e grado di scuola, nonché sulle pubblicazioni dedicate al mondo scolastico di tutti i livelli.
Per le parole nuove, come già fatto a suo tempo per la “voce antica” (va), sono state create due abbreviazioni: (ns) e (r).
La prima (ns) significa “nuovo significato” ed è riservato alle parole di nuova apparizione.
La seconda, (r) per rilancio,  fa riferimento a parole preesistenti ma che hanno subito negli anni un mutamento semantico o un forte rilancio nell’uso pubblico.
Per maggiori informazioni accedi al sito dedicato all’italiano dell’Accademia della Crusca.
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